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1. IL TEMPO DEL CORAGGIO PER LO SVILUPPO

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  • Categoria dell'articolo:Piano Elettorale

Questo è il “tempo del coraggio” ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Caserta deve uscire dall’isolamento nel quale è stata relegata da una politica di sopravvivenza, e riappropriarsi del suo ruolo di capoluogo di provincia, cioè di naturale ambasciata di un intero territorio: Terra di Lavoro.

Per la sua posizione baricentrica, per l’infrastrutturazione già presente – sinora mai sfruttata – per la sua naturale collocazione sui grandi assi viari (l’Alta velocità del Corridoio Europeo I, Berlino – Palermo; l’Alta Capacità del Corridoio Europeo VIII, Bari – Europa Est) e attraverso la creazione di un collegamento ferroviario diretto ad Alta Velocità tra Napoli e Bari, può assurgere al ruolo di porta del Mezzogiorno e, da qui, dell’intero Mediterraneo, diventando lo snodo fondamentale negli scambi tra il nord Europa e i paesi che si affacciano sul Mare nostrum.

Occorre tornare a pensare in grande, dando realizzazione al progetto della “Carta Euromediterranea per l’imprenditoria”, la “Carta di Caserta”, siglata tra trentacinque Paesi mediterranei, per creare la Zona di Libero Scambio “Euromed”, al fine di rafforzare le politiche di cooperazione industriale euro-mediterranee e di contribuire a renderla un “ambiente” in cui le imprese possano riprendere a investire e a crescere. 

Potremmo avviare una vera e propria stagione di “rinascimento casertano” solo prevedendo incentivi in favore di Cittadini, Associazioni ed Enti, portando in detrazione fiscale le spese sostenute per il sostegno di iniziative di interesse pubblico, nell’ambito della rigenerazione urbana, del restauro e della riqualificazione paesaggistica e ambientale.

Caserta non può sprecare l’occasione unica e irripetibile rappresentata dal Recovery fund, il più grande piano di investimenti e di aiuti dai tempi del Piano Marshall: è questo il momento di osare, di sfidare, di sciogliere i nodi irrisolti dei problemi urbanistici e infrastrutturali legati alla carenza di risorse, proponendo progettazioni innovative, ma, soprattutto, gestendo i fondi che verranno assegnati con rigore e oculatezza assoluti e nella massima trasparenza, prevenendo ogni fenomeno di interferenze illecite.

Per questo motivo il nostro programma è strutturato anche sulla base di 6 grandi direttrici del PNRR, coltivando l’idea che, oggi, e per il futuro, grandi riforme nazionali e governo del territorio dovranno camminare assieme. 

Il vero nodo politico sta, allora, nel fatto che gli amministratori dei prossimi 5-10 anni avranno un compito molto più gravoso dei loro predecessori. Da un lato dovranno assicurare le capacità organizzative ed umane in grado di intercettare e gestire queste risorse necessarie per sviluppare progetti strategici in termini di crescita e di contrasto alle diseguaglianze, evitando gli errori gestionali delle amministrazioni passate, i cui limiti hanno determinato il forte ritardo degli enti locali del Mezzogiorno rispetto allo sfruttamento delle risorse della programmazione ordinaria europea. Dall’altro occorrerà gestire, garantendone il minore impatto possibile sulla cittadinanza, le ricadute sociali del ‘dopo pandemia’. 

Allo stesso tempo vanno affrontati i problemi che da sempre affliggono il nostro territorio e che incidono negativamente sulla qualità della vita dei cittadini: dal decoro urbano, alla sicurezza, alle tante questioni per le quali si sono fatti – e si fanno – mille proclami, cui, tuttavia, non seguono soluzioni. 

Senza correre il rischio di apparire retorici, si può tranquillamente affermare che i prossimi 5 anni saranno decisivi per il futuro della nostra città e per la sua collocazione nel contesto del Mezzogiorno, nazionale ed europeo. 

Se Caserta saprà vivere i prossimi anni con la precisa volontà di cogliere tutte le opportunità di crescita che le sono offerte, la nostra diventerà una comunità con le carte in regola per riaffermare la propria centralità in Campania e per connotarsi come una delle città più importanti del Sud. 

Altrimenti, il rischio non è più solo quello di vedere una città immobile, che resta sempre uguale a sé stessa, ma che si inneschi un ulteriore processo di involuzione che determinerà, tra l’altro, ulteriore (e irrecuperabile) ritardo verso quelle realtà che, invece, sapranno sfruttare quest’occasione.

“Meglio il futuro”, allora, non è solo uno slogan elettorale, ma il senso profondo del nostro impegno, l’indicazione alla città della sfida che intendiamo raccogliere. 

Noi ci candidiamo a governarlo con una coalizione larga e coesa, con candidate e candidati che portano in dote il loro bagaglio di esperienze, di competenze, di passione civica e politica. 

Noi ci candidiamo ad essere squadra di governo, mossi dallo spirito, più volte richiamato dal Presidente Mattarella, dell’essere costruttori di una nuova stagione sociale, politica ed economica. 

Questo è ciò che intendiamo essere, giorno dopo giorno, per i prossimi 10 anni.